21/02/2024
VERTENZA FOS. AL VIA LO STATO DI AGITAZIONE PER I LAVORATORI DEL GRUPPO PRYSMIAN
Roma, 21 febbraio 2024

 

“A fronte della nostra riunione unitaria dei coordinamenti gruppo Prysmian tenutasi ieri pomeriggio – spiegano le segreterie nazionali di Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil -, è emersa la volontà e la necessità, da parte dei i dipendenti di tutti i siti industriali del Gruppo, di: esprimere solidarietà ai lavoratori della Fos di Battipaglia con alcune iniziative concrete, finalizzate ad informare tutti riguardo la vertenza della Fos di Battipaglia; esercitare una pressione sindacale nei confronti sia dell’azienda che delle Istituzioni, a partire dal Ministero e dal Governo, affinché ci sia un’assunzione di responsabilità finalizzata alla prosecuzione dell’attiva produttiva del sito; di rendere visibile e pubblica l’unità dell’azione sindacale all’interno del gruppo Prysmian”.
Le iniziative individuate di mobilitazione che affiancheranno e sosterranno quelle già calendarizzate dalla RSU, Strutture e lavoratori a Battipaglia (presidio permanente fuori dalla fabbrica, volantinaggi e manifestazioni in città con il coinvolgimento della cittadinanza, delle scuole e delle Istituzioni locali, ndr) sono:
- nella giornata odierna apertura formale dello stato di agitazione di gruppo;
- assemblee sindacali informative in tutte le realtà del gruppo da tenersi entro il 4 marzo;
- dichiarazione di sciopero di 2 ore che sarà indetto in maniera coordinata in tutti i siti nella stessa giornata e che coinciderà con il giorno di convocazione del prossimo incontro al Mimit.
“Ricordiamo – proseguono i Sindacati - che il prossimo incontro al Mimit si terrà nella settimana tra il 4 e l’8 marzo. In questo incontro avremo riscontro, da parte del Ministero, dell’eventuale volontà di un soggetto industriale terzo di rilevare lo stabilimento e, di fatto, l’attività di produzione di fibra ottica nel nostro Paese. Come è noto l’azienda, durante l’ultimo incontro al Mimit tenutosi lo scorso 15 febbraio, ha annunciato formalmente la volontà di non proseguire la produzione di fibra in Italia, pregiudicando irrimediabilmente il futuro occupazionale dei 400 lavoratori dello stabilimento, tra diretti ed indiretti, e un asset strategico del nostro Paese”: concludono i tre sindacati.

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