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È destinata sicuramente a rappresentare un modello di buone pratiche la vertenza Corneliani, conclusasi con un lieto fine in anticipo rispetto alla scadenza naturale. Nei giorni scorsi, infatti, i sindacati di categoria Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil, insieme alle Rsu, hanno sottoscritto con la casa moda un accordo importantissimo non solo per l’azienda, ma per tutto il territorio mantovano: con un anno e mezzo di anticipo rispetto alle previsioni, infatti, sindacati e impresa sono riuscite a terminare positivamente la vertenza e a finire così il processo di ristrutturazione del sito produttivo, decisi con un accordo dell’aprile 2021 siglato al Mise. I primi risultati tangibili sono lo stop alla cassa integrazione, che sarebbe dovuta durare altri 14 mesi, la ripresa a pieno regime delle produzioni, e addirittura l’annuncio dell’azienda di procedere a 30 nuove assunzioni in produzione entro marzo, di cui cinque subito. Era da ben 5 anni che l’azienda non reclutava nuovi addetti.
“Dopo 3 anni di crisi, più di 50 giorni di presidio davanti ai cancelli della Corneliani, la determinazione delle lavoratrici e il sostegno e la solidarietà della città di Mantova, l’applicazione dell’innovativo accordo sottoscritto al Mise un anno e mezzo fa ha prodotto i suoi risultati”, dichiara con soddisfazione Gianni Ardemagni, segretario generale della Femca Asse del Po (Cremona-Mantova). “Di fatto – spiega il sindacalista della Femca - si è chiusa con largo anticipo la fase della ristrutturazione aziendale, senza ricadute traumatiche per gli addetti. Tutto questo grazie all’accordo al Mise, innovativo nel suo genere, che ha avuto il merito di cambiare il paradigma nella gestione delle crisi, con l’entrata dello Stato attraverso Invitalia al 49% nella newco Corneliani per 5 anni e alla sinergia tra le organizzazioni sindacali e le istituzioni a tutti i livelli, che ha permesso di costruire un vero rilancio dell’azienda e di salvaguardare oltre 400 dipendenti. Ora – aggiunge Ardemagni - con lo stop alla cassa integrazione straordinaria, l’aumento del 10% dei volumi produttivi e l’inserimento di 30 lavoratori nei reparti, credo si possa guardare al futuro di Corneliani e dei suoi dipendenti con una rinnovata fiducia”.
“Con l’accordo del 2021 - spiega Raffaele Salvatoni, segretario nazionale Femca-Cisl - è prevalso uno schema di responsabilità sociale e bene comune che ha come punti di forza la centralità del sito mantovano, gli investimenti, il mantenimento dell’attività produttiva, evitando così le delocalizzazioni, le uscite volontarie e incentivate, e la salvaguardia del know-how come punto di forza importante del Made in Italy. Tutte queste caratteristiche hanno consentito una rapida inversione di tendenza dell’azienda, ora in decisa ripresa economica. Si tratta come evidente di un modello virtuoso, che ci auguriamo possa essere adattato a tante altre vertenze aperte in tutta Italia”. Corneliani ha iniziato a produrre impermeabili nel 1958, ora è leader nella produzione dei capi spalla da uomo di alta qualità. Nei tempi d’oro è arrivata a impiegare oltre 1.000 dipendenti, ora gli addetti sono circa 400.